la porta

"Hai vissuto un incubo che non è ancora finito" queste sono le parole della mia doc. 

io pensavo fosse tutto concluso, visto gli enormi progressi e cambiamenti. ma dentro di me, resta un freddo inverno, buio e poco conciliante. 

la scorsa sera qualcuno ha bussato alla mia porta, quella di casa. non era un sogno, è successo e basta. ho speso minuti di terrore indecisa tra un tentativo di accettazione dell'imminente pericolo e forse morte, a quello di agire nella coscienza e salvarmi la pelle. 

non è successo niente, chiunque sia stato se n'é andato in tempo lasciando solo questa memoria. avrei avuto bisogno di sentirmi di nuovo forte, capace, di perdere il timore di perdere tutto. 

ma a quanto pare la mia vita al momento offre incertezze, instabilità invisibili e richiede continue cure. "La paura alimenta il lato oscuro" - a questo penso spesso, a questo ho pensato quella sera.

infondo siamo tutti vulnerabili, e non importa se ce lo ricordiamo continuamente. l'architetto della sagrada familia é morto sotto un autobus e non credo che quella stessa mattina lui temesse il traffico. bisogna accettare il nostro essere umani, essere carne. 
In questo momento la nostra mente ci pare padrona, ma lei è ospite in tutto ciò che è mortale. Pelle, ossa, sangue, neurotrasmettitori. 

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